Primavera, tempo di Asparagi

Gli Asparagi sono l’ortaggio protagonista della primavera, germogli giovani e teneri che spuntano con l’arrivo della bella stagione e che simboleggiano il risveglio della natura. Lungo, affusolato, cicciotto, selvatico, coltivato, verde, bianco o violaceo: sono tutti aggettivi che spesso associamo agli asparagi, ortaggi più graditi tra quelli protagonisti dell’inverno. Questa pianta di cui si usano per lo più le punte, è prediletta dagli amanti del risotto e delle uova, dato che in entrambi gli abbinamenti il sapore dolce e allo stesso tempo pungente ben si sposa sia con il riso che con il tuorlo. 

Proprietà benefiche e valori nutrizionali

Derivante dalla stessa famiglia di aglio e cipolla, l’asparago ha con loro in comune alcune proprietà benefiche. Grazie al potente effetto diuretico, questa pianta aiuta a mitigare i sintomi della gotta, calcoli renali, reumatismi e idropisia. Inoltre, ha un effetto calmante nei confronti dell’eczema, che aiuta a regredire. Tra i suoi componenti ci sono l’asparagina (un amminoacido che aiuta la sintesi proteica), la rutina (rinforza le pareti dei capillari), acido folico, manganese e vitamina A (ottimi per i legamenti, reni ed epidermide), fosforo e vitamina B (attivi contro l’astenia). Inoltre, contiene calcio, magnesio, potassio e una minima quantità di sodio.

Dal punto di vista nutrizionale, gli asparagi contengono solo 25 kcal ogni 100 grammi di prodotto, corrispondenti a 3,2g di carboidrati, 3,5 g di proteine, 0,2 g di grassi. Il 90% dell’ortaggio è costituito da acqua. Alcuni dei componenti contenuti nell’asparago vengono sintetizzati dall’organismo ed espulsi tramite l’urina, che assume il tipico odore forte, causato da alcuni prodotti di degradazione contenenti zolfo.

Come cuocerli

La preparazione più comune associata agli asparagi è la bollitura. Una volta lavati, puliti e pareggiati, basta metterli in piedi in una pentola stretta e alta, avendo cura di lasciare le punte all’esterno dell’acqua, facendoli cuocere per 15-20 minuti.

Una volta lessati, gli asparagi sono pronti per partecipare a numerose ricette. Possono essere serviti conditi con burro e parmigianosaltati in padella. Possono accompagnare uova e formaggi: in questo caso la punta viene usata quasi come fosse un cucchiaio per gustare il tuorlo. In Francia e in Germania vengono accompagnati dalla famosa salsa olandese.

Risotto di Asparagi

Chi ama gli asparagi sa che questo è uno dei piatti più buoni che si possano preparare con questo ingrediente meraviglioso. Parliamo del risotto di Asparagi, qualcosa che davvero può stuzzicare anche i palati più esigenti.

In questa preparazione gli asparagi possono essere sbollentati e poi cotti insieme al riso dopo averli tagliati a rondelle o a pezzetti, mentre invece le punte si possono far tostare nel burro per pochi minuti e servirsene per concludere il piatto e dare un tocco di croccantezza, ma anche di eleganza visiva. Se volete modificarlo, un consiglio è quello di investire sul formaggio con cui mantecare il risotto: provatene diversi e scegliete il vostro preferito!

Lasagne agli Asparagi

Le lasagne agli asparagi sono fantastiche. Davvero, se amate le lasagne di verdure dovete provare queste perché sono strepitose e potete prepararle facilmente e senza grandi difficoltà. Per la nostra ricetta abbiamo usato sfoglie già pronte e abbiamo poi realizzato una besciamella fatta in casa, che insieme agli asparagi e al formaggio grattugiato va a formare gli strati. Potete anche inserire, per un risultato ancora più goloso, un altro formaggio che diventi poi cremoso, come ad esempio il taleggio.

Asparagi e Uova

Gli Asparagi e uovo sono un connubio perfetto. Le uova possono essere preparati in tanti modi diversi, e ogni ricetta darà una connotazione diversa al piatto: uova in camicia, strapazzate, all’occhio di bue… insomma, non dovete far altro che decidere la tecnica e preparare questo golosissimo piatto.

Servitelo anche per un pranzo domenicale: questa ricetta con asparagi piacerà a tutti!

Insomma ci sono tantissime ricette che si possono fare con gli asparagi, non resta che augurarvi buon lavoro e buon appetito.

Come Pulire i Carciofi

Come pulire i carciofi

I carciofi sono ortaggi molto diffusi proprio grazie alla loro versatilità: sono, infatti, l’ingrediente principale di molte pietanze e anche di alcune bevande digestive.

Prima di essere cucinati, i carciofi vanno puliti con cura e pazienza, seguendo tutte le operazioni necessarie, che troverete di seguito, per gustarli al meglio serviti come contorno in accompagnamento a piatti di pasta, riso, pesce e carne.

Per la pulizia servono poi pochi utensili: un coltellino ben affilato e un cucchiaino per scavarli e farli ripieni. Attenzione, quindi, a togliere spine, peluria, foglie più dure e a non macchiare le mani, anche se per questo inconveniente abbiamo dei rimedi.

Il taglio, invece, dipende dalla ricetta, per cui possono andar bene spicchi, fette e a julienne.

COME PULIRE I CARCIOFI CON LE SPINE

Con le spine

Precisiamo innanzitutto che i carciofi, saporiti e versatili in cucina, si suddividono, a seconda della stagione, in due grandi categorie: invernali, con inizio della raccolta a ottobre, e primaverili, a partire da febbraio e marzo fino a maggio e giugno.

E così le varietà, che si raggruppano in spinosi, di colore verde intenso e ottimi da gustare crudi, e non spinosi, tendenti al viola e cotti prima dell’uso, in più, essendo di forma tonda sono perfetti per essere farciti e, quindi, per le ricette dei carciofi ripieni.

Tra tutti questi, le varietà di carciofi spinosi più note sono: il Masedu sardo, tipico della Sardegna e gustato sia in pinzimonio che nelle insalate di carciofi, appunto; lo spinoso pregiato di Albenga, in Liguria; lo spinoso di Sicilia, polposo e perfetto per la ricetta dei carciofi alla giudia e quindi per i carciofi fritti; il carciofo veneto di Chioggia e il violetto toscano, ottimo per i carciofi trifolati. Mentre, tra i carciofi non spinosi, abbiamo il violetto di Catania; le mammole, dalla caratteristica forma tonda, prive anche di barba; l’IGP campano di Paestum e il carciofo romanesco, da fare fritto o ripieno.

Dopo questa panoramica sulle varietà di carciofo passiamo a una fase importante riguardo al loro uso in cucina: la pulizia dei carciofi interi, partendo, in particolare, dal come pulire i carciofi con le spine senza farsi male. Prima del taglio, infatti, è consigliabile indossare i guanti. Il carciofo va lavato sotto l’acqua corrente fredda e asciugato. Poi con un grosso coltello tagliate la parte superiore, circa 2 o 3 cm di punta, e rimuovete le spine dalle singole foglie. Tagliate anche il gambo e immergete l’ortaggio in acqua bollente per più di mezz’ora. A questo punto rimuovete le foglie dure, cioè le foglie esterne che ricoprono il cuore del carciofo.

Un altro metodo per pulire i carciofi spinosi, quali quello sardo, ligure e simili, è di preparare prima una ciotola con acqua acidulata per farvi immergere gli ortaggi una volta puliti e tagliati perché non si anneriscano. Ma per non pungersi o macchiarsi le mani, vi consigliamo di utilizzare anche in questo caso dei guanti in lattice.

Procedendo con la pulizia del capo del carciofo, eliminate le foglie esterne, chiamate “brattee”, e arrivate fino al cuore, tagliando, una ad una, le spine rimaste sulle punte. Tagliate il carciofo in quarti e immergetelo nella soluzione acidulata preparata precedentemente. Poi, a seconda della ricetta, lasciate così o ritagliate il quarto di carciofo in un altro pezzo più piccolo.

COME PULIRE I CARCIOFI DA FARE RIPIENI

Ripieni

Per la loro versatilità in cucina i carciofi possono essere impiegati in numerose preparazioni. Sono ottimi da soli, trifolati e conditi con olio extravergine d’oliva, sale, limone e aceto balsamico, o per farcire pizze, torte salate e focacce con formaggio. Gustosi soprattutto nei primi, come per esempio la pasta con carciofi e i risotti, i carciofi sono deliziosi anche ripieni di carne, di verdure e di pesce.

Ma per farli ripieni hanno bisogno di una pulizia particolare per cui armatevi di pazienza e procedete tagliando, per primo, il gambo, con un coltello, alla base dell’ortaggio. Eliminate le foglie esterne, che sono anche quelle più dure, e una volta raggiunta la parte interna, costituita dal cuore tenero, tagliate la punta del carciofo, circa 3 centimetri, togliendo così le spine, se vi fossero.

Private il carciofo della barbetta e con un cucchiaino togliete, con molta cura, la parte centrale. Immergetelo, sempre facendo attenzione che non si rompa, nell’acqua acidulata e scolatelo a testa in giù. Adesso è pronto per essere riempito.

carciofi ripieni possono andar bene nei menù di Pasqua, a partire dagli antipasti, ai contorni ma anche come piatti unici. Con un secondo d’agnello si consiglia, ad esempio, un piatto di carciofi alla romana, farciti con erbe aromatiche, menta, prezzemolo e altre erbette a piacere, e stufati nel tegame con un po’ di acqua e olio. Ma sono belli gustosi pure i carciofi ripieni di carne e ricotta.

Per prepararli pulite 4 carciofi tagliando i gambi ed eliminando le foglie esterne più dure e la punta, in modo che restino solo le parti più tenere. Metteteli in ammollo in 1 l di acqua e succo di mezzo limone e passate al ripieno, impastando 200 g di carne macinata, 4 cucchiai di ricotta, una fetta di pancarré ammollata in poco latte e strizzata, un ciuffo di prezzemolo e uno spicchio d’aglio tritato. Amalgamate il tutto e prendete un carciofo pulito.

Apritelo attentamente con le mani e riempitelo con un cucchiaio di composto di carne. Una volta farciti tutti e quattro i carciofi metteteli in una casseruola vicini tra loro in modo che rimangano in piedi. Irrorate con un mestolo di acqua e un cucchiaio di olio. Salate e cuocete con il coperchio per circa 30 minuti a fuoco dolce. In alternativa, chi li preferisce più croccanti, più cuocere i carciofi ripieni in forno.

COME PULIRE I CARCIOFI PER FARLI ALLA GIUDIA

Alla giudia

Tipici della gastronomia romana, i carciofi alla giudia sono una vera sfiziosità, semplici e veloci da preparare. Per cucinarli è necessario pulirli attentamente. Tra le varietà da scegliere, prediligete per questa ricetta il carciofo romanesco o mammola.

Tagliate quindi la parte finale del gambo, lasciando un pezzetto di circa 5 cm, e, aiutandovi con uno spelucchino o pelapatate, raschiate la parte esterna del gambo rimasto. Staccate le foglie più esterne fino a raggiungere la parte morbida interna del carciofo, più chiara di colore.

Aprite bene le foglie rimaste, prestando cura a non romperle. Praticamente dovete impugnare il carciofo dal gambo e sbatterlo piano piano su un tagliere a testa in giù per aprirlo a forma di fiore. Mettete a scaldare dell’olio di semi in una padella, quanto basta a far immergere il capo, la corolla del carciofo, e una volta bollente, friggete il carciofo a testa in giù, premendo, con una pinza, il gambo. Alla fine, rigiratelo su entrambi i lati per far sì che si cuocia anche il gambo. Scolatelo su un foglio di carta assorbente e salatelo.

Preparare questa ricetta è davvero molto facile e veloce: il risultato sarà un piatto croccante e gustoso, da servire come antipasto o come contorno.

COME PULIRE I CARCIOFI PER FARLI FRITTI

Fritti

I carciofi fritti, dorati semplicemente in pastella o farciti con formaggio, rappresentano un finger food che piace non solo agli amici invitati per cena a casa ma pure a tutta la famiglia, senza escludere i bambini* golosi di fritto. Per friggere questi ortaggi partite dalla pulizia preparando un recipiente piena di acqua e limone.

Prendete un carciofo, eliminate lo strato esterno più duro e servitevi della lama di un coltello per staccare il gambo e tagliare la punta. Adagiate il carciofo su un tagliere e dividetelo a metà, poi prendete un coltellino affilato per rimuovere la peluria interna, detta anche fieno del carciofi. Affettate il carciofo a fettine e mettetele via via nell’acqua acidulata.

Per gustarlo più carnoso, tagliatelo a spicchi, delle stesse dimensioni, non troppo sottili. Scolate le fette o spicchi di carciofo e metteteli su un canovaccio ad asciugare. Passateli poi nella farina e nell’uovo sbattuto prima di friggerli in abbondante olio bollente. Appena dorati, trasferiteli su di un foglio di carta assorbente e spolverizzateli con un pizzico di sale.

Tra le ricette facili e sfiziose di verdure fritte, ci sono anche i carciofi dorati in pastella di formaggio. In questa preparazione, i carciofi puliti, tagliati a fette o spicchi, vengono passati prima in un piatto di farina e poi in una pastella, composta da 2 uova a temperatura ambiente sbattute, in caso i carciofi fossero 4, un pizzico di sale e pepe, un cucchiaio di formaggio grattugiato e un altro di pangrattato. A questo punto i carciofi si friggono in olio bollente e si gustano caldi.

A proposito di pastella, ci sono alcuni trucchetti per rendere i carciofi fritti ancora più croccanti. Uno è questo: se la preparate con le uova a temperatura ambiente, sbattete i tuorli con un pizzico di sale e montate a neve gli albumi.

Incorporate la farina ai tuorli e dopo aggiungete gli albumi montati a neve, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto.

carciofi fritti in pastella sono una vera delizia: provate a servirli in un cono di carta, il cosiddetto “coppo”, tipico della tradizione del cibo da strada del nostro meridione.

COME PULIRE I CARCIOFI PER FARLI BOLLITI

Bolliti

Prima di cucinare i carciofi bolliti è importante pulirli con cura. Procuratevi dunque dei guanti e un coltellino affilato. Iniziate con il togliere lo strato esterno, le foglie cioè più dure e rimuovete le punte dalle foglie rimaste. Tagliate i gambi e con un coltellino affilato o uno scavino rimuovete la peluria interna. Per fare prima, dividete i carciofi a metà nel verso della lunghezza ed eliminate il fieno.

Immergeteli in una ciotola con acqua fredda e succo di limone. Nel frattempo portate a ebollizione abbondante acqua salata, con un cucchiaio di aceto e il succo di un limone. Tuffatevi i carciofi puliti e fateli cuocere per 40 minuti. Scolateli e portateli tiepidi in tavola in una piatto di portata insieme a una vinaigrette e salse a piacere. In alternativa, potete bollire i carciofi in acqua, vino bianco, prezzemolo e qualche foglia di alloro.

Se avete poco tempo, in alternativa, potete lessare i carciofi nella pentola a pressione.

Una variante alla solita ricetta dei carciofi bolliti è quella di ripassarli al grill in forno. Con un altro passaggio in più otterrete dei carciofi bolliti gratinati profumatissimi.

Segnatevi questi ingredienti: 4 carciofi, 40 g di ricotta salata grattugiata, 40 g di pangrattato, 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva, un ciuffo di prezzemolo, 20 g di burro, sale e pepe quanto bastano. Togliete, per prima cosa, le foglie esterne dei carciofi e il gambo. Tagliate le punte e divideteli a metà. Eliminate la peluria interna e via via che li pulite, metteteli a bagno in una scodella con acqua e limone, perché non anneriscano.

Puliti tutti e 4 i carciofi, scolateli e lessateli in acqua bollente precedentemente salata fino a che non diventeranno morbidi, facendo però attenzione che non si cuociano troppo. Devono avere una consistenza tenera, ma non devono sfaldarsi: potete controllare la giusta cottura, aiutandovi delicatamente con una forchetta. Spegnete il fuoco, trasferiteli in uno scolapasta e lasciateli intiepidire.

Nel frattempo preparate il composto per gratinare da mettere sulla base di carciofi. In una scodella mescolate il pangrattato, un pizzico di pepe, il prezzemolo tritato e la ricotta salata grattugiata. Unite due cucchiai di olio d’oliva extravergine e amalgamate bene gli ingredienti. Imburrate una pirofila e disponete i pezzi di carciofi, mettendoli uno accanto all’altro. Spolverizzateli con il composto di pangrattato e ricotta e metteteli in forno a gratinare a 180° per 15 minuti. Un minuto prima di toglierli dal forno, accendete il grill per far venire, in superficie, la solita crosticina dorata croccante.

COME TAGLIARE I CARCIOFI DOPO AVERLI PULITI

Il taglio

Dopo aver eseguito tutte le operazioni di pulizia dei carciofi, procedete con il taglio adatto per la ricetta scelta. Se avete in mente, ad esempio, di cucinare dei carciofi ripieni, è bene anzitutto scegliere la varietà giusta, come i carciofi romaneschi, o le mammole, in quanto più adatti da farcire, e staccare solo il gambo e le foglie più dure, oltre a tagliare la punta. In questo caso, il carciofo non si divide perché deve rimanere intatto per ospitare al suo interno il ripieno.

Per le altre ricette solitamente i carciofi si tagliano a metà, nel senso del gambo, o in quarti. Così sono perfetti per essere saltati in padella o per essere arrostiti in forno. Ripassati poi in padella, insieme ad altre verdure, come patate e carote, dei carciofi possiamo cuocere anche i gambi, raschiati e tagliati a rondelle.

Le ricette con i carciofi e le verdure saltate sono un’ottima base per la preparazione di numerose pietanze e sfiziosi ripieni per torte salate vegetariane o farcite con salumi.

Se li preferite invece trifolati e a carpaccio, i carciofi vanno affettati à la julienne, a fette cioè sottili, per essere masticati meglio a crudo. Questo taglio vale anche per i condimenti della pasta, mentre per i risotti i pezzi sono accettabili sia piccoli che più grandi.

Il risotto ai carciofi è un delicato primo piatto da gustare in primavera, durante un pranzo domenicale o per le occasioni speciali.

Ovviamente pure i carciofi in insalata sono tagliati alla julienne. Un’insalata di carciofi piena di gusto è questa preparata con: 4 carciofi, 2 patate, 100 g di valeriana, 4 pomodorini ciliegini, 6 mozzarelline, qualche scaglia di parmigiano, il succo di un limone (metà per l’acqua acidulata e metà per condire), 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, un pizzico di sale e di pepe.

Come prima cosa, mettete a bollire le patate in acqua bollente salata per 40 minuti. Pelatale e affettatele. Preparate la solita acqua acidulata in cui lascerete a bagno i carciofi puliti e tagliati alla julienne. Prendete dunque la metà del succo di limone e versatelo in una ciotola con acqua fredda.

Pulite i carciofi eliminando la parte esterna, il gambo e le spine. Una volta puliti, procedete al taglio, che dovrà essere appunto a julienne o comunque a fette possibilmente sottili. Metteteli a bagno nell’acqua acidulata e preparate un’emulsione con olio, succo di limone, sale e pepe. Prendete i pomodorini ciliegini, lavateli, asciugateli, divideteli in quattro spicchi ed eliminate i semi. Se preferite potete sbollentarli un po’ per privarli facilmente della buccia.

Scolate i carciofi dall’acqua acidulata e fateli sgocciolare in uno scolapasta. Riuniteli in una scodella, insieme agli spicchi di pomodorini e le patate lesse ridotte a fette. Aggiungete le mozzarelline e le scaglie di formaggio. Lavate la valeriana e lasciatela per un po’ a sgocciolare, poi unitela al resto dell’insalata. Versatevi sopra l’emulsione di olio e limone e condite il tutto.

Servite in tavola con dei grissini e delle fette di pane. Per renderla poi più sfiziosa e trasformarla in un piatto unico, aggiungete dello speck tagliato a listarelle e dei dadini di Galbanino. Mentre un’altra variante è rappresentata dalle arance, fatte a fette e private dei filamenti bianchi.

Mescolatele con i carciofi tagliati alla julienne, insaporite con del prezzemolo tritato e delle mandorle sminuzzate finemente. Condite il tutto con olio, succo di arancia, sale e pepe.

Servizi tratti dal sito : Galbani.IT

Radicchi, Tardivo o Variegato?

Caratteristiche e ricette

Questi sono tra i più pregiati Radicchi, entrambi si fregiano della denominazione IGP (identificazione geografica protetta), entrambi esigono una particolare cura, vediamo alcune caratteristiche.

Radicchio variegato di Castelfranco

Il radicchio variegato di Castelfranco è una verdura tipica dei mesi freddi, da non farsi mancare nella tavola d’inverno. È proprio il freddo la condizione che lo rende un ingrediente a dir poco straordinario. Necessita delle basse temperature prima di tutto per assumere i suoi peculiari colori e poi per stimolare croccantezza e sapore.

Le operazioni di semina e raccolta, seppur coadiuvate dal fondamentale aiuto tecnologico, vengono ancor oggi praticate a mano. Tutto ha inizio nel pieno dell’estate quando il terreno, verso la fine di giugno, viene preparato per la semina. 

Il radicchio che viene raccolto risulta verde e risulta tutt’altro che candido. Necessita dunque di un processo chiamato imbianchimento o forzatura, una fase importante, antica, frutto del sapere della tradizione e assolutamente naturale.

Attraverso l’esclusivo uso sapiente dell’acqua, questa operazione trasforma il colore del cuore del radicchio da verde a bianco crema con screziature rosso-violacee. Una pratica antica, scoperta quasi per caso dagli agricoltori e divenuta una delle fasi fondamentali nella produzione di questi ortaggi invernali.

Radicchio Tardivo di Treviso

Il Radicchio Tardivo di Treviso è un prodotto molto pregiato e costoso (dai 6 ai 10 euro al kg, mediamente), ma sapendo la laboriosità della lavorazione capirete il perché.

Solo quello che proviene dai 24 comuni dall’area tipica fra le province italiane di Treviso, Padova e Venezia si può chiamare l’autentico radicchio rosso tardivo di Treviso.

Come si produce

Tutto nasce dalla semina in vivaio. In estate le foglioline di cicoria crescono tenere e verdi; dopo un mese circa vengono tra piantate nel terreno, con le prime brinate di novembre inizia la raccolta e prosegue senza interruzione fino all’esaurimento delle piante nel campo. Il cespo è ancora grande e pieno di foglie scure, solo il cuore è già rosso. Ripuliti dalle foglie esterne e dalla terra, i mazzi vengono legati in grossi fastelli e immersi in grandi vasche riempite con l’acqua risorgiva del fiume Sile per l’ultima fase della filiera: l’imbianchimento.

In questi 20/25 giorni il radicchio matura, le sue radici diventano bianche e assimilano le sostanze nutritive dall’acqua. Nella vasche i mazzi restano al buio a una temperatura costante di 13 gradi, i cespi assorbendo le proprietà dell’acqua sorgiva, rigermogliano.

Mentre il Radicchio Variegato è prevalentemente consumato crudo in insalata, il Radicchio tardivo si presta alla realizzazione di numerosi piatti in cucina.

Insalata di Radicchio
Spaghetti al Radicchio Variegato di Castelfranco

Lavare con cura il Radicchio e tagliarlo a listarelle. Passarlo poi in un tegame in cui è stata fatta appassire della cipolla tritata con un po’ di olio extravergine. Portare a cottura la verdura lasciandola stufare a tegame coperto e fiamma bassa. Prima di spegnere aggiungere sale e abbondante pepe nero macinato sul momento. Gli spaghetti cotti al dente, vanno passati nel tegame con il Radicchio, spadellandoli con un po’ di panna fresca, qualche dadino di Fontina DOP e un po’ di noce moscata grattugiata.

Pasta al radicchio Trevigiano e noci

ingredienti per 2 persone; ottima ricetta anche per intolleranti ai latticini.

Lavate bene 135 g di radicchio e tagliatelo finemente. In una padella antiaderente, leggermente oleata, fate appassire una piccola cipolla tritata. Aggiungete il radicchio, mescolate bene, unite 100 ml acqua (circa metà bicchiere), chiudete la padella con un coperchio, e proseguite la cottura per 5/10 minuti (o comunque fino a quando l’acqua non sarà evaporata e il radicchio appassito). Mettete sul fuoco una pentola con l’acqua per la pasta e una volta raggiunta l’ebollizione, salatela leggermente, buttate la pasta e lasciatela cuocere per il tempo indicato sulla confezione. Nel frattempo preparate la salsa. In un contenitore alto e stretto mettete 15 g di noci, 20 ml di bevanda a base di soia e 1 cucchiaio di Olio extravergine di oliva. Inserire il frullatore a immersione (minipimer) nel contenitore, azionatelo a bassa potenza, tenetelo fermo fino a quando le noci non saranno tritate, dopodiché fate dei movimenti cercando di incorporare aria (inclinando il contenitore se necessario). Procedete fino a quando avrete ottenuto una crema un po’ spumosa e conservatela per qualche minuto in frigo. Una volta pronta la pasta, scolatela e versatela nella padella contenete il radicchio. Mescolate bene, riaccendente il fuoco e versate la salsa. Amalgamate bene il tutto, aggiungete le noci a pezzetti e servite.

qui la vediamo con una pizzico di Parmigiano

Radicchio e scamorza

Radicchio e scamorza in padella con aceto balsamico tradizionale DOP è un piatto che rende felici. Il binomio dei sapori amaro e affumicato è un classico, si va sul sicuro, e il prezioso elisir balsamico lo esalta ulteriormente. Buonissimo e veloce da realizzare, servitelo come antipasto o secondo vegetariano.

Per preparare radicchio e scamorza in padella con aceto balsamico mondate i cespi di insalata, lavateli e asciugateli bene. Dividete ogni cespo in 2 per il lungo, facendo attenzione a lasciare la base intatta, così da ricavarne 4 metà. Tagliate anche le due scamorze in modo da ottenere 8 fette.

Mettete un filo d’olio in una padella antiaderente e fate scottare il radicchio per qualche minuto, salando leggermente a fine cottura. Disponete le fette di scamorza in un’altra padella e fatele cuocere per circa 5 minuti da entrambi i lati, dovranno risultare coperte da una crosticina brunita e molto morbide all’interno ma non completamente sciolte.

Trasferite il tutto su un piatto da portata e completate con qualche goccia di aceto balsamico. Servite subito radicchio e scamorza in padella con aceto balsamico ben caldi.

I piatti con questi due prodotti tipici sono innumerevoli, patrimonio della nostra tradizione culinaria Italiana

Buon appetito.

Crespelle Gorgonzola e Radicchio Trevigiano

(Tratto da Giallo Zafferano)

Le crespelle gorgonzola e radicchio sono un primo piatto semplice ma allo stesso tempo raffinato. L’aroma intenso del gorgonzola si sposa con quello aromatico del radicchio, e l’unione di questi due ingredienti crea una crema ricca e intensa.

Le crespelle gorgonzola e radicchio possono essere preparate anche con altri ingredienti e danno quindi un’ampia possibilità di scelta.

Noi oggi vi prepariamo una versione delle crespelle gorgonzola e radicchio fatte con radicchio trevigiano, gorgonzola, latte, burro, Grana Padano grattugiato, sale e pepe.

PER 8 CRESPELLE CIRCA Farina 00.150 g. Latte intero 300 ml. Uova 2, Burro 40 g, Sale fino 1 pizzico .

PER IL RIPIENO, Radicchio trevigiano 600 g, Gorgonzola 150 g Grana Padano DOP 100 g, Latte intero 70 ml, Burro 80 g, Sale fino q.b., Pepe nero, q.b.

Per preparare le crespelle gorgonzola e radicchio iniziate con la preparazione delle crespelle setacciando la farina in una ciotola e aggiungendo un pizzico di sale, il latte 1, e il burro fuso mescolando energicamente con una frusta per evitare la formazione di grumi. Unite le due uova 2 precedentemente sbattute sempre mescolando e lasciate la pastella così ottenuta a riposo per un’ora in frigo. Trascorso il tempo di riposo iniziate a cuocere in una padellina antiaderente per crepes le crespelle 

 3 Procedete poi con la preparazione del ripieno tagliando il radicchio trevigiano a listarelle 4 dopo averlo accuratamente lavato. Sciogliete 40 gr di burro in un tegame, aggiungete il radicchio 5, salate e pepate e lasciatelo cuocere per una decina di minuti con un coperchio. Nel frattempo in un pentolino aggiungete il gorgonzola e il latte 6, mescolando a fuoco dolce fino ad ottenere una crema.

Amalgamate il radicchio con la crema di gorgonzola 7 e aggiungete 30 g di Grana Padano grattugiato 8 continuando a mescolare. Spalmate sulle crespelle il ripieno di gorgonzola e radicchio 9.

Piegate le crespelle a metà 10 e poi in quattro 11 disponetele in una pirofila da forno 12. Cospargetele con il restante Grana Padano e con 40 gr di burro fuso, prima di infornarle per 10 minuti a 180° con modalità grill. Servite le crespelle gorgonzola e radicchio ben calde.

Zucca al Forno/Torta di Zucca

La Zucca al forno è un contorno  molto saporito! Una ricetta veloce e facile come cucinare la zucca che vi porterà via solo  10 minuti di tempo!! Basta semplicemente tagliarla a fette oppure a cubotti, condire a piacere e infine cuocere in forno! 

 Morbida al morso, ricca di sapore, ottima al naturale oppure arricchita con erbe aromatiche;  la Zucca al forno è una di quelle ricette con la zucca da tenere sempre nel ricettario, ottima non solo da abbinare a secondi piatti di ogni tipo, semplicemente da gustare su pane! ma anche un’ottima base per preparare tanti piatti salati e dolci: come la vellutata, gli ghocchi , zuppe, il Risotto ripieni per lasagne o parmigiana, la focaccia, torte salate e tanto altro! e naturalmente se ne può fare scorta da conservare e congelare!

La zucca Delica

Per questa ricetta abbiamo utilizzato la zucca Delica, dalla buccia liscia, verde scuro e dalla forma arrotondata e lineare. potete prepararla senza oppure con tutta la buccia! Anzi vi dico, che sarà facilissimo sbucciarla da cotta! In questo caso, dopo averla tagliata a fette sottili  ho deciso di condirla con olio, sale e rosmarino ma potete scegliere spezie che preferite oppure lasciarla al naturale se vi serve come base per una ricetta con la Zucca.

Pochi minuti di forno, a seconda dello spessore con cui l’avete tagliata e la zucca al forno è pronta da gustare: Il risultato vi conquisterà per la sua consistenza tenera ma allo stesso tempo carnosa, oltre che per il suo gusto dolce e saporito!

Ma se volete qualcosa di più elaborato e solo un poco più laborioso possiamo preparare la torta di zucca .

 Si tratta di una Torta salata di pasta sfoglia, dal ripieno morbido e saporito di zucca al forno tagliata in fette,  formaggi a scelta, e per chi è intollerante ai latticini panna di soia o di riso. Perfetta anche per utilizzare gli avanzi di frigo! Dal Guscio croccante interno ricco di sapore, vi farà innamorare al primo morso!

Ricetta veloce e facile , basta semplicemente utilizzare 1 rotolo di pasta sfoglia, delle fette di zucca cotte precedentemente con rosmarino e sale (anche il giorno prima) e infine assemblarla in 5 minuti ! In questo caso ho realizzato una Torta salata zucca e ricotta con aggiunta di scamorza che ha reso il cuore filante! Ma da questa base potete realizzare tante varianti a scelta! Al posto della ricotta potete utilizzare formaggio cremoso a scelta, oppure panna di soia o riso o uno dei tanti formaggi Veg che trovate al supermercato, uno strato di altre verdure preferite; realizzando in questo modo una Torta salata di zucca sempre diversa a seconda di quello che avete a disposizione! Ottima calda e filante appena sfornata, la Torta di zucca salata è ottima anche fredda! Ideale come piatto unicosecondo piatto e salva cena dell’ultimo minuto! Pratica da tagliare a quadretti e servire anche per Buffet, e naturalmente da trasportare come pranzo in ufficio!

Torta di Mele con Crema pasticcera.

Oggi vi proponiamo un bel video dove viene mostrata la procedura per questa torta.

Velocissimo, chiaro e semplice.

Il risultato è una torta alle Mele insolita e più golosa.

Consigliamo le mele Golden (usate anche nel video) in alternativa la Morgan o la Renetta.

Tutte naturalmente disponibili sul nostro sito.

Ed eccola qui, pronta ad essere gustata😋😋😋.

la spremuta di Arance, un concentrato di Benessere

Gustosa e ricca di proprietà benefiche. Protegge dal cancro e disintossica l’organismo.

Non stupisce che il succo di uno degli agrumi più popolari, oltre ad essere gustosissimo, sia anche altamente benefico per l’organismo. La spremuta d’arancia, oltre ad essere dissetante, offre un concentrato di benessere. Tante le sue proprietà: dal miglioramento del sistema immunitario alla riduzione dei segni dell’invecchiamento, dalla prevenzione del cancro alla disintossicazione del corpo. L’elevato numero di benefici per la salute va attribuito ai nutrienti in essa contenuti: vitamina C, vitamina A, tiamina, acido folico, potassio, fibre, proteine, rame, magnesio, flavonoidi ed esperidina.  

Scopriamo insieme tutte le proprietà benefiche associate alla spremuta d’arancia. 

1 – Cancro. Funzionando come antiossidante, una delle funzioni più importanti della vitamina C è quella di prevenire il cancro. Gli antiossidanti mantengono il DNA delle cellule sano, proteggendole da una mutazione in cellule cancerose. Oltre alla vitamina C, la spremuta contiene anche l’esperidina, un antiossidante che è stato collegato alla riduzione della crescita tumorale e alla stimolazione dell’apoptosi, o morte cellulare programmata, nelle cellule cancerose.

2 – Circolazione. L’alto contenuto di folati, che fanno parte del complesso di vitamine del gruppo B, è essenziale per la creazione del DNA e per la crescita di nuove cellule. Il folato mantiene anche le cellule al sicuro dalla mutazione. Inoltre, il folato svolge un ruolo nella costruzione di nuove cellule rosse del sangue, oltre a stimolare il flusso di sangue. In questo modo gli organi sono ben ossigenati e lavorano a pieno regime. Questo supporta il metabolismo generale del corpo e il funzionamento di tutti i sistemi, rendendoli più efficienti.

3 – Infiammazioni. Gli agrumi sono comunemente considerati anti-infiammatori e il succo d’arancia non fa eccezione. Diversi studi hanno dimostrato che il succo d’arancia può inibire la resistenza all’insulina, riducendo l’infiammazione, proteggendo in questo modo il cuore e garantendo la protezione cardiovascolare globale. In questo modo è in grado di ridurre le probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2 e l’aterosclerosi.

4 – Pressione. L’esperidina, potente antiossidante, protegge il corpo contro le malattie e il cancro, e assicura il buon funzionamento dei piccoli vasi sanguigni. Questo può avere un forte impatto sulla pressione arteriosa nel suo complesso, oltre ad una ridotta probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari.

5 – Colesterolo. Il colesterolo alto è una delle cause più pericolose delle malattie cardiovascolari. Il succo di arancia, aumentando la quantità di colesterolo “buono” nel corpo, ha dimostrato di ridurre la presenza e gli effetti del colesterolo “cattivo”. In questo modo ridurrebbe anche le probabilità di avere aterosclerosi, attacchi di cuore e ictus.

6 – Sistema immunitario. Il succo d’arancia è un concentrato di proprietà curative, una delle fonti più ricche di vitamina C che è possibile aggiungere ad una dieta. Un solo bicchiere di succo d’arancia ha più del 200% del fabbisogno di vitamina C del corpo. La vitamina C, nota anche come acido ascorbico, funziona come un antiossidante primario nel corpo, e distrugge o neutralizza i radicali liberi prima che possano causare danni. I nostri corpi hanno bisogno di vitamina C per stimolare altri aspetti del nostro sistema immunitario. Inoltre, l’acido ascorbico è uno dei componenti fondamentali del collagene, necessario per riparare le cellule e per la crescita di nuovi tessuti del corpo.

7 – Disintossicante. Insieme alla vitamina C, l’alto contenuto di vitamina A presente nella spremuta d’arancia agisce come un antiossidante. Inoltre, disintossica il corpo migliorando la funzionamento dei reni. La vitamina A è stata a lungo collegata alla salute degli occhi. Un solo bicchiere di succo d’arancia ha quasi il 50% della dose giornaliera necessaria di questa preziosa vitamina.

Suggerimenti e controindicazioni. 

1 – Essendo un frutto protagonista di stagione in inverno è primavera è consigliabile consumare le spremute in queste stagioni.

2 – Bere il succo d’arancia può essere utile quanto mangiare il frutto intero, a condizione che sia naturale al 100%, e non sia carico di conservanti, additivi, e zucchero.

3 – Le spremute d’arancia andrebbero evitate in caso di gastrite, perché aumentano l’acidità.

4 – Una volta spremuta l’arancia, occorre berne il succo immediatamente, o quasi. La vitamina C infatti è altamente volatile, e tende a ridurre la sua presenza man mano che il tempo trascorre.

5 – Bere una spremuta a pochissima distanza dal caffè potrebbe non essere una grande idea. La caffeina ha infatti la capacità di inibire l’assorbimento di alcune vitamine, tra cui la A e la C, e dei minerali. 

Frutta Secca, un amica inaspettata

Frutta secca? Un amica piena di risorse😋😋La frutta secca nelle sue molteplici varietà è ricchissima di nutrienti. Essa dovrebbe fare parte di un piano dietetico basato sul concetto di sana alimentazione

.1. Fibra alimentare🥜

2. Acidi grassi essenziali

3. Proteine vegetali

4. Vitamina E

5. Fitosteroli

6.Potassio,magnesio,Calcio,Fosforo,Selenio,Acido Folico.

Le noci e la Crostata di Grenoble

Finalmente sono arrivate, nuovo raccolto Autunno 2020, le più buone e famose, Sono le Noci di Grenoble, quest’anno ad un prezzo veramente concorrenziale. E per l’occasione vediamo anche come fare la deliziosa Crostata di Grenoble.😋😋😋T

La crostata deliziosa di Grenoble è un vero paradiso per gli amanti della frutta secca. Questo dolce è molto semplice: un guscio di frolla racchiude un ripieno goloso di noci e caramello. Ottima in inverno, da gustare e per ricaricarsi di energie.

Crostata deliziosa di Grenoble

  

Ingredienti:

Ricetta di Luca Montersino tratta dal sito «AliceTv».

Pasta frolla:

  • Tuorli g.250
  • Zucchero a velo g.250
  • Burro g.250
  • Farina g.750
  • Vaniglia in bacca

Per il ripieno alle noci:

  • Miele d’acacia g.35
  • Zucchero semolato g.240
  • Acqua g.75
  • Panna g.250
  • Noci sgusciate g.300
Preparazione
Passo 1

Fate il caramello

Mettete in un pentolino bel caldo lo zucchero e fate sciogliere senza mescolare.

Passo 2

Quando il caramello è pronto unite il miele scaldato e fate caramellare. Poi aggiungete la panna calda poco alla volta.

Spegnete la fiamma e unite le noci tritate grossolanamente. Mescolate bene e fate raffreddare il composto in una terrina.

Passo 3

Preparate la pasta frolla

Miscelate in planetaria farina, zucchero a velo, burro morbido a pezzi, la vaniglia in bacche.

Quando la farina avrà un aspetto sabbiato unite i tuorli a filo e finite di impastare.

Stendete con le mani la frolla su carta forno e fate riposare in frigo 30 minuti circa. 

Passo 4

Passati i 30 minuti spennellate sulla frolla una miscela di panna e tuorlo (50 g e 50 g).

Con un tarocco dentato formate sula pasta delle righine ondulate. Fate riposare ancora in frigo.

Passo 5

Stendete la frolla con il mattarello fino a uno spessore di 12 cm e foderate uno stampo imburrato, riempite con il ripieno al caramello e disponeteci sopra delle strisce di frolla fatta riposare in frigo a formare la griglia classica delle crostate.

Infornate per 20 minuti a 170° C.

Quando la torta è cotta e fredda toglietela dallo stampo e lucidate la superficie con gelatina neutra.

Ed ecco pronta la nostra Crostata